Fare sport migliora la condizione fisica di chiunque, e dei ragazzi più di tutti. Durante gli allenamenti e le gare, però, gli infortuni sono frequenti, e molti sono il risultato di una combinazione di fattori psicologici, fisiologici e biomeccanici. Ecco perché la prevenzione degli infortuni deve entrare nella formazione di un atleta dall’inizio della sua carriera sportiva.
I giovani sportivi hanno sempre visto nell’attività fisica l’occasione di competere e di mostrare quello che sanno fare in una disciplina, sviluppando allo stesso tempo coordinazione, forza e resistenza.
Per ottenere il massimo, però, l’allenamento deve essere seguito da professionisti della disciplina scelta, e l’intensità del lavoro deve corrispondere a quello che il ragazzo riesce davvero a sostenere.
E poiché gli adolescenti sono ancora in crescita, gli infortuni possono essere molto frequenti durante la pratica sportiva. In alcuni casi possono persino interferire con lo sviluppo osseo, con conseguenze che vanno ben oltre la stagione.

Tipi di infortunio
Prima di parlare di prevenzione conviene capire le cause e le conseguenze degli infortuni sul rendimento fisico ed emotivo di uno sportivo, in particolare di un giovane di alto livello. Partiamo quindi definendo i tipi principali.
In sostanza, e secondo il dottor José Pablo Muñoz, specialista in ortopedia e traumatologia pediatrica, gli infortuni negli adolescenti che fanno sport sono di tipo acuto oppure da sovraccarico.
In entrambe le categorie l’infortunio può interessare i tessuti molli — legamenti e muscoli — così come le ossa. Cominciamo dagli infortuni acuti.
Acuti
Sono quelli provocati da un trauma inatteso nel mezzo di un allenamento o di una gara: uno scontro in campo, o uno scontro fra giocatori.
Si chiamano anche macrotraumi, e i più comuni sono le distorsioni, cioè lesioni dei legamenti, che possono essere lacerazioni parziali o complete.
Ci sono poi le contusioni e le fratture, oltre agli stiramenti di tendini e muscoli.
Infortuni da sovraccarico
Quando parliamo di giovani sportivi di alto livello parliamo di chi pratica una disciplina con obiettivi professionali già da piccolo.
Gran parte del loro tempo va quindi in allenamenti intensi e ripetuti: migliorare la condizione fisica, imparare gli schemi, lavorare da soli o con la squadra.
In questo gruppo, gli infortuni da sovraccarico sono quelli che si accumulano come microtraumi per la frequenza di allenamenti e partite, in una disciplina o in più di una insieme.
Sono comuni, per esempio, nei cestisti: fratture agli arti inferiori, lesioni ripetute di tessuti locali come i metatarsi, o traumi all’articolazione laterale del gomito.
Il risultato possono essere dolori cronici che durano mesi e che pesano sul rendimento sportivo, ma anche su tutto il resto della giornata.
I fattori di rischio degli infortuni da sovraccarico
Proprio perché i giovani sportivi si infortunano spesso, la Clinica di Medicina dello Sport dell’Ospedale Pediatrico di Boston ha definito una serie di fattori che aiutano a stabilire la causa degli infortuni da sovraccarico negli adolescenti — e a prevenirli.
Questi fattori sono: errore di allenamento, disallineamento anatomico, calzature, superficie di gioco, squilibrio muscolo-tendineo, fattori nutrizionali e condizioni legate a una malattia o ad altre patologie.
Errore di allenamento
Un ragazzo che inizia a praticare uno sport a intensità media senza alcuna preparazione fisica precedente è più esposto a questo tipo di infortunio, perché raramente c’è un professionista che segue il suo allenamento: finisce per fare sedute che non corrispondono alle sue capacità.
Disallineamento anatomico
Alcuni hanno un disallineamento della colonna vertebrale o degli arti inferiori che non li aveva mai disturbati fino al giorno in cui hanno iniziato a fare sport, e che ora interferisce con il loro rendimento.
Si vede negli adolescenti con i piedi piatti, con gambe di lunghezza diversa, con una rotazione dell’anca anomala e con altre condizioni che riguardano lo sviluppo osseo.
Calzature
Legato al fattore precedente, va citato l’uso di calzature non adatte alla disciplina in questione.
Conta anche la calzata della scarpa, il tipo di suola e di ammortizzazione, così come materiali che non lasciano traspirare il piede o ne sostengono male la parte posteriore.
In una scarpa sbagliata tutto questo finisce per creare fastidi e poi infortuni cronici e intermittenti.
Superficie di gioco
Quando lo spazio di gioco o di allenamento non è favorevole allo sportivo, i dolori agli arti inferiori tendono ad aumentare.
I microtraumi compaiono anche in chi cambia superficie molto spesso, come i tennisti che passano dai campi sintetici alla terra rossa.
Squilibrio muscolo-tendineo
È uno dei fattori di rischio più importanti secondo l’Ospedale Pediatrico di Boston: gli infortuni sono molto frequenti nei ragazzi proprio per la fase di crescita, perché la flessibilità diminuisce e possono comparire dolori alle articolazioni e agli arti.
Lo squilibrio muscolo-tendineo ha a sua volta alcuni elementi che predispongono i ragazzi a certi infortuni.
Sono questi: riduzione della flessibilità, squilibrio delle articolazioni per un aumento irregolare della forza, e sovraccarico di tendini e muscoli specifici, che possono subire traumi neurovascolari.

Fattori nutrizionali
In alcune discipline si osserva negli atleti una carenza di calcio e di vitamine che incide sulla densità ossea, con effetti sulla crescita e, naturalmente, sul rendimento, attraverso lesioni scheletriche o fratture da stress (da sovraccarico).
Condizioni legate a patologie
Quando uno sportivo di alto livello inizia ad avere sintomi che vengono ricondotti a un infortunio fisico, bisogna verificare se non siano invece i segnali di un’altra patologia, senza legame diretto con lo sport.
Vanno quindi fatte le valutazioni fisiche, gli esami e le visite specialistiche necessarie per capire se è una malattia che sta esordendo.
Crescita
Analizzando i diversi fattori degli infortuni da sovraccarico negli adolescenti che fanno sport, si nota che anche la crescita è un aspetto da tenere in conto.
La ragione è che il giovane atleta ha un sistema muscolo-scheletrico immaturo, e la cartilagine di crescita è un tessuto particolarmente sensibile ai microtraumi.
Anche le articolazioni sono esposte, proprio per la crescita recente — cosa che si osserva spesso nei giocatori di baseball delle leghe minori e nei calciatori adolescenti.
Questi infortuni ripetuti durante lo sviluppo fisico possono provocare in età adulta malattie come l’artrite.
Per questo la sezione che segue parla di come prevenire quegli infortuni, perché il ragazzo mantenga il rendimento sportivo che cerca.
Come prevenire gli infortuni nei giovani sportivi?
La medicina dello sport è la branca che cura e previene gli infortuni degli atleti, ma i giovani sportivi hanno bisogno di saperne molto in prima persona: conoscere il proprio corpo, riconoscere i propri limiti e distinguere i sintomi e i segnali che avvisano di un carico eccessivo.
Fare attenzione a questi dettagli per sapere quando fermarsi è la chiave per evitare gli infortuni.
Esistono naturalmente altre misure che permettono di prevenire molti infortuni nei giovani atleti di alto livello, e qui ne abbiamo riassunte le principali.
Misure di prevenzione
- Aumentare gradualmente l’intensità degli esercizi.
- Fare una valutazione medica completa prima dell’inizio della stagione.
- Evitare che gli adolescenti pratichino più di due sport contemporaneamente.
- Mantenere una routine di allungamento prima di ogni allenamento, per favorire la flessibilità.
- Una preparazione adeguata e allenatori professionisti sono essenziali per proteggere il rendimento dell’atleta e ridurre il rischio di infortunio.
- Il tempo di recupero e di riposo tra una seduta e l’altra va rispettato con rigore, per non abusare della condizione fisica.
- Adattare il livello di allenamento e la richiesta fisica all’età dell’atleta.
- Usare le protezioni che la disciplina richiede, calzature adatte, e controllare le condizioni dell’allenamento: terreno, umidità, temperatura e così via.
- Mangiare e bere in modo corretto, per mantenere la condizione fisica e avere i nutrienti che ogni seduta richiede.
- Prendersi cura anche della salute mentale, perché l’atleta sappia gestire lo stress delle gare senza che il rendimento ne soffra.

Non c’è dubbio: i giovani sportivi hanno bisogno di molta preparazione, di molto allenamento e di un gruppo di specialisti attorno a loro che progetti un programma personalizzato, in base alla condizione fisica e alle qualità di ciascuno.
Così l’allenamento procede allo stesso ritmo dello sviluppo fisico del ragazzo, dando priorità alla prevenzione degli infortuni, per non alterare né la crescita né il percorso sportivo.
Infine, vogliamo sottolineare quanto conti che genitori, atleti e allenatori partecipino attivamente a questa formazione sulla prevenzione.
Devono anche riconoscere l’importanza delle pause regolari tra una stagione e l’altra. È quello che permette al ragazzo di svilupparsi sul piano fisico ed emotivo, facendo attività diverse dallo sport e stando con altri adolescenti.
Prevenire l’infortunio al rientro: che cosa vuol dire «aumentare gradualmente»
La prima misura dell’elenco qui sopra è aumentare gradualmente l’intensità. È anche la più facile da leggere di sfuggita, perché non dice che cosa fare. E la domanda di un genitore ad agosto è molto concreta: il ragazzo non si allena con un gruppo da dieci settimane, la preparazione inizia fra quindici giorni, e il primo giorno correrà quanto gli altri.
Gradualmente non vuol dire «con prudenza»: vuol dire che il carico della prima settimana deve assomigliare a quello dell’ultima settimana che ha fatto davvero, non a quello del gruppo che si troverà davanti. Lì sta il salto. Un giocatore che si ferma dieci settimane non riprende da dove aveva lasciato, e il calendario non lo sa: la preparazione inizia il giorno in cui inizia, con lo stesso volume per chi si è allenato tutta l’estate e per chi non ha toccato un pallone.
Le settimane precedenti sono quelle che si possono organizzare
Di tutto quello che c’è nell’elenco delle misure, quasi nulla lo decide la famiglia: il terreno, la temperatura, le sedute a settimana e la richiesta del gruppo le stabilisce la società. Quello che si può organizzare sono le settimane precedenti — ed è proprio quello il periodo che di solito resta vuoto. È la differenza fra arrivare al primo giorno avendo già ripreso a giocare e arrivare da zero.
Due punti dello stesso elenco stanno bene qui, e conviene non lasciarli all’ultimo momento: la valutazione medica prima dell’inizio della stagione, che l’articolo indica come misura e che perde senso se fatta a metà preparazione; e l’adattare la richiesta fisica all’età, che in estate dipende da chi guida l’allenamento.
Non è una promessa: una preparazione progressiva non evita un infortunio, e nessuno può dire il contrario. Quello che fa è evitare che il primo giorno di preparazione sia anche il primo giorno di sforzo.
Perché un camp estivo è una risposta a questo
Un’estate intera senza struttura è la strada più breve per rientrare a freddo. Un programma con allenatori, sedute quotidiane e un gruppo dello stesso livello fa quello che l’elenco delle misure chiede: alza il carico poco a poco, con qualcuno che guarda, e con riposo tra le sedute. Le opzioni paese per paese sono nella pagina dei campus di calcio, e se il dubbio è quale tipo di programma gli corrisponde — alto rendimento o camp di club — la risposta è in come capire se è pronto per un camp di alto rendimento.
Riferimenti
Alto Rendimiento (2017) 9 causas comunes de lesión en el deportista. Disponibile su:
[http://altorendimiento.com/9-causas-comunes-lesion-deportista/]
Lyle J Micheli e Daniel B O’Neill (1988). Lesiones por Sobreuso en Atletas Jóvenes. PubliCE. Disponibile su:
[https://g-se.com/lesiones-por-sobreuso-en-atletas-jovenes-688-sa-o57cfb27175822]

